La distruzione degli indios in America

La scoperta europea delle Americhe fu quel fenomeno storico che portò all’esplorazione, alla conquista e all’occupazione del continente americano da parte di diversi stati d’Europa, tra i quali la Spagna, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Francia e l’Inghilterra. Benché l’obiettivo principale fosse quello di espandere i propri affari commerciali, civilizzando e propagando la fede cristiana nel “Nuovo Mondo”, il processo di colonizzazione produsse una sistematica distruzione, in taluni casi persino fisica, delle culture delle popolazioni locali. Il processo di colonizzazione si concluse nella seconda parte del diciannovesimo secolo, con la conquista del Far West da parte degli Stati Uniti d’America. Quando nel 1492 Colombo scoprì l’America, le popolazioni europee si trovarono a dover affrontare il più grande problema che si è posto all’umanità: la scoperta e il confronto con popolazioni di cui non si aveva nessuna notizia precedente. Quali furono le cause e i meccanismi della catastrofe demografica seguita alla scoperta dell’America?

Massimo Livi Bacci, professore di Demografia all’Università di Firenze, offre a Storiainpodcast un’efficace sintesi sulle gravi vicende demografiche vissute dalle popolazioni del Nuovo Mondo, dimostrando che il rovinoso declino degli indios non fu la conseguenza inevitabile del contatto con gli europei, ma un risultato cui contribuirono sia i modi della Conquista, sia la natura delle società sottomesse.

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